Il telefono squillò.
Pensando fosse mia moglie, risposi senza guardare il numero.
«Gnocchi che ore sono lì da voi?»
«Mezzanotte.»
«Bene, allora ci si ha tre ore buone di lavoro.»
Presi le bozze, le avevo sempre con me, e ricominciammo.
Oriana Fallaci non accettava compromessi, né con il dolore né con la penna. La sua scrittura era missione, vertigine e libertà. Pretendeva tutto da sé e da chi lavorava con lei.
A vent’anni dalla sua scomparsa, la “Signora” del giornalismo italiano rimane una delle voci più potenti e controverse del nostro tempo. In questo avvincente ritratto, Alessandro Gnocchi ci conduce nel cuore del mito, svelando il volto privato e quello pubblico della grande giornalista fiorentina. La storia e il carattere indomabile di Oriana Fallaci rivivono in queste pagine, e la sua voce, ruvida, precisa, allergica ai compromessi, diventa racconto crudo e necessario, non solo riflessione.
Attraverso aneddoti preziosi e retroscena inconfessati, Gnocchi svela la forza, la passione e il metodo quasi ossessivo di una donna che ha fatto della scrittura una missione etica e una battaglia per la libertà.
Dalla rabbia contro il Corriere della Sera all’approdo controverso su Libero, dagli scontri con i potenti ai rituali solitari tra le mura newyorkesi, il libro getta luce sulle ultime, ardenti stagioni della Fallaci, tra isolamento, censura e ricerca disperata della perfezione.
Un ritratto sincero, un documento vibrante che mostra come dietro ogni parola urlata ad alta voce si nascondeva una lotta silenziosa e senza orari, per difendere la verità, fino all’ultima battuta.
Rassegna Stampa
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